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Historic Centre of Naples.
Premio di Architettura «Bruno Viglione»
Nel momento storico che ci è toccato di vivere – caratterizzato da una crisi i cui prodomi si avvertivano molti anni orsono e che è insorta, in tutta la sua virulenza, in tempi recenti – ci sono stati degli eroi che con tenacia hanno continuato a seguire i loro principi nella palude nella quale erano costretti a vivere.
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Incinta sì, ma poco poco.
Per la verità, le liberalizzazioni decise dal governo Monti e riguardanti le professioni non sono state sconvolgenti, nel senso che non sono giunte ulteriori novità, rispetto a quelle (nefaste) già avutesi.
Dico meglio, affrontando poche questioni.
Inizio dalle tariffe professionali.
E’ certo che le tariffe professionali non esistono più.
Furono abrogate con il D.L. Bersani del luglio 2006, definitivamente convertito in Legge n. 248 del 4 agosto 2006.
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La lobby dei poveri.

Su «la Repubblica» di oggi (4 gennaio 2012) è apparso un articolo interessante, a firma di Alessandro De Nicola (pagg. 10 e 11).
Innanzitutto è riportato il numero degli iscritti a vari Ordini professionali, al 2011 e in Italia.
Abbiamo 220 mila Ingegneri, 145 mila Architetti e 95 mila Geometri.
Giacché, grosso modo, i cittadini italiani sono 57 milioni, abbiamo 1 Ingegnere ogni 259 abitanti, 1 Architetto ogni 393 e 1 Geometra ogni 600.
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Intervista impossibile a Marcello Canino (Seconda parte)
Vincenzo Perrone incontra Marcello Canino (3 luglio 1895 – 2 ottobre 1970).
SECONDA PARTE
Perrone: «Caro Professore, mi sono ripreso dallo shock del primo round con Lei. Possiamo passare alla seconda parte dell’intervista.
Le dirò, però, che tutto questo nostro scavare nel passato – benché interessante – non mi entusiasma granché. Né – credo – abbia incontrato il favore di chi ci legge.
Vorrei affrontare, con Lei, i problemi dell’oggi e avere dei consigli su come costruire un domani migliore.»
Intervista impossibile a Marcello Canino (Prima Parte)
Vincenzo Perrone incontra Marcello Canino (3 luglio 1895 – 2 ottobre 1970).
PRIMA PARTE
Perrone: «Egregio Professore, mi fa piacere incontrarla. Forse ci saremo incrociati, in Facoltà, ma io non ne ho memoria. Ho messo piede a Palazzo Gravina esattamente un anno prima che Lei ci lasciasse, giacché mi sono immatricolato nell’anno accademico 1969-70.»
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Intervista impossibile
Alberto Calza Bini
Matteo Renzi e gli Ordini professionali
Matteo Renzi non mi è per nulla antipatico. L’idea di rottamare i politici incollati, da decenni, alle poltrone la condivido quasi in toto. Non giudico negativamente la presenza – in parlamento e nel governo – di politici di lungo corso, che abbiamo esperienza e rappresentino una sorta di “memoria storica”. Costoro non dovrebbero essere troppi e l’immissione di gente nuova è necessaria. «In medio stat virtus». Giudico sbagliata sia la crioconservazione dell’attuale classe politica, sia il ricambio totale. Più che ribaltare la classe politica, serve rinnovarla per due terzi.
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Solo 15 su 1200.
Quante sono le persone di elevata statura morale? L’1,25%. Ecco la dimostrazione:
Quando, in Italia, il fascismo pretese, dai professori universitari, un giuramento di fedeltà al regime solo 15 professori universitari su 1200 si rifiutarono di prestarlo (e persero il posto); tutti gli altri si precipitarono a mandare la camicia in tintoria (salvo, poi, a proclamarsi antifascisti al crollo del regime).
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